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Kano, costruire un computer è un gioco da ragazzi

kano

Frutto di un successo del crowdfunding, è un pc da costruire e sono oltre 20 mila i kit, disponibili in quattro lingue, già venduti sul sito ufficiale al costo di 149,99 dollari l'uno. Lo abbiamo provato, ecco che cosa abbiamo scoperto

di ROSITA RIJTANO

DIECI minuti e quindici secondi. È il tempo che abbiamo impiegato per montare un pc. Non uno qualsiasi, sia chiaro, si tratta di Kano, il computer che, come recita il suo slogan, "chiunque può costruire. Come un Lego". Frutto di un successo su Kickstarter, la piattaforma di crowdfunding, dove ha racimolato 1,2 milioni di dollari. Da poco è disponibile per il grande pubblico in quattro lingue: mandarino, inglese, spagnolo e arabo. Sono già ventimila i kit venduti sul sito, al costo di 149,99 dollari l'uno. Con la promessa, non da poco, di rendere tecnologia e coding (tradotto semplificando con la parola programmazione) un gioco da ragazzi. Spiega aRepubblica.it Tancredi Trugenberger, 24enne italiano che si occupa della piattaforma web della startup: "Negli ultimi vent'anni il mondo high tech è diventato sempre più chiuso, non si ha precisa contezza delle componenti che, per esempio, costituiscono i prodotti della Apple. Come gli altri. Vogliamo che la prossima generazione torni a comprendere che cosa succede dietro le quinte, che torni a essere creatrice e non solo fruitrice, che sia capace di scrivere Twitter, cinque, sei volte al giorno, e non di scrivere su Twitter".

Pronti, via: si monta. Così nel 2012 è nato Kano, dalla mente di Alex Klein e Yonatan Raz-Fridman. Un prodotto di certo poco conveniente e poco adatto ai più esperti, ma destinato a chi deve muovere i primi passi. "L'idea era creare un device più aperto", prosegue Trugenberger, "qualcosa di facile da capire e costruire. Molto di ciò che abbiamo fatto è stato semplicemente rendere a portata di tutti dispositivi open source già esistenti, spesso inaccessibili ai principianti. In futuro speriamo di arricchire il pacco con altre risorse. Come strumenti basilari utili per la produzione di video o midi. Il nostro target? Sono i bambini di otto anni". Tutto, infatti, di Kano si ispira alla filosofia del software libero. Ed è pensato per i più piccoli. Dalla confezione, color arancione, agli sticker, degli adesivi con cui personalizzare l'hardware e non solo. Il primo passo per imparare è rimboccarsi le maniche, per costruire. Nella scatola c'è buona parte di ciò che ci serve. Il cervello del nostro futuro pc fatto in casa è un Raspberry Pi, modello B, con un processore ARM da 700 MHz, una scheda video e 512 Mb di memoria. Il resto del corpo? Una piccola tastiera Bluetooth su cui è incorporato un mini trackpad, uno speaker, una scheda SD da 8 GB, una chiavetta per la connessione wi-fi, un cavo per l'elettricità e uno HDMI. A mancare sono gli occhi, cioè lo schermo, e se un monitor potrebbe essere previsto nei packaging futuri, per ora ci si deve arrangiare come si può. Ricordando che i laptop non sono compatibili e una porta HDMI è condizione necessaria. Per mettere insieme i pezzi facciamo affidamento sul primo manuale a disposizione (l'altro riguarda il coding) che spiega ogni fase con figure colorate. Pagina dopo pagina, passo dopo passo. Basta davvero poco per dare inizio a una piccola magia. 

Dall'hardware al software: il coding è un gioco. "Ciao, sono Kano. Grazie per avermi portato in vita. Come posso chiamarti?", sono le prime parole che ci appaiono sul video, dopo aver collegato le varie parti nel modo giusto. Da questo momento in poi è Judoka, quello che sarà il nostro avatar high tech, a prendere in mano la  situazione. Ci aiuta a provare la tastiera, ci aiuta a provare l'audio, controlla persino la nostra attenzione. Una volta testato che tutto funzioni correttamente, si passa alla seconda esperienza, non più legata all'hardware, ma al software. Incontriamo il sistema operativo: si chiama Kano OS ed è una versione migliorata di Raspbian, una distribuzione di Linux, adatta alle schedine con il marchio di lamponi. L'interfaccia è forse un po' primitiva ma semplice, intuitiva e familiare per chi conosce Windows o OS X. Prevede uno sfondo arancione e in basso, al centro, sette grandi icone da scoprire. C'è Chromium, il web browser open source da cui deriva Chrome, per immetterci nella Rete. C'è un'app store, dove si possono scaricare gratuitamente decine di nuove funzioni, oltre che i continui aggiornamenti per un sistema operativo open e ancora tutto in divenire. C'è la possibilità di installare Libre Office, per i documenti. C'è anche YouTube. 

Ma prima di tutto ci sono le quattro applicazioni dedicate ai giochi da reinventare che, dopo la fase di montaggio, rappresentano il cuore dell'esperienza di Kano. Con loro si impara a fare coding, senza neanche rendersene conto. Semplicemente divertendosi. Pong e Minecraft, due pietre miliari nella storia dei videogame, si basano su un particolare approccio di programmazione, Kano Blocks, grazie a cui basta spostare dei blocchi colorati per generare codice JavaScript o Python, cioè quello con cui si scrivono software, siti e applicazioni web, per intenderci. E vedere i cambiamenti apportati in tempo reale. In Pong si può, per esempio, modificare live la dimensione della palla, la sua velocità, il colore del tavolo da gioco, persino le regole. Mentre più testuali sono Snake, il famoso serpente, e Sonic Pi, che permette di creare ritmi e musica buttando giù dei comandi. Più giochi e più sblocchi funzioni. Con la possibilità di caratterizzare man mano il tuo avatar, scegliendo tra diversi personaggi e panorami. Un aspetto fondamentale è l'opportunità di condividere le creazioni, i successi, i fallimenti con la comunità online che gravita intorno alla startup cui è dedicato un apposito link posizionato sullo schermo in alto a destra "Kano World". Dice Trugenberger: "Può essere considerato come l'inizio di un open source per bambini. Dove i più piccoli hanno la possibilità di mostrare ciò che producono al mondo, sentirsi gratificati. Spesso chi inizia a programmare in giovane età ha l'impressione che si tratti un'attività solitaria. Invece, il senso di appartenenza è molto importante per l'apprendimento. Così come il fatto di poter chiedere consigli, di sapere che c'è chi sta avendo le tue stesse difficoltà o raggiungendo i tuoi stessi risultati. Non vogliamo renderlo un blando social network". 

Difetti. I limiti? Ci sono e sono diversi. L'inglese elementare non ha rappresentato un ostacolo, a metterci in difficoltà è stata la bassa qualità audio. Impossibile stabilire se si tratta di un difetto esclusivamente legato al nostro speaker, o di un problema diffuso. Non solo. Sono stati vari i bachi che abbiamo riscontrato durante la prova: giusto per citare il più fastidioso, l'app di YouTube si è bloccata spesso, costringendoci più volte a spegnere e riavviare il sistema. Mentre l'assenza di Adobe Flash Player, incompatibile con il Raspberry Pi, è una barriera per la visualizzazione dei video online. Anche se è possibile provare delle alternative open source come Gnash. Ma la pecca più rilevante di Kano OS è di sicuro la scarsa velocità, dovuta alla bassa potenza dell'hardware. Un aspetto che influisce impercettibilmente quando si gioca. Per diventare, invece, fin troppo evidente durante la navigazione. Le pagine si caricano con una lentezza difficile da mandar giù per chi è ormai abituato all'immediatezza di laptop, smartphone e tablet, sempre più performanti. Quanto sapranno pazientare i più giovani prima di annoiarsi? Chi può dirlo. Qualche certezza, positiva: Kano è semplice da usare. E rappresenta il primo passo per una conoscenza più approfondita nel campo dell'informatica. Tutto sommato, un regalo istruttivo per Natale.

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